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Scoliosi e Chiropratica: quale l’approccio?

L'articolo del dr. Joseph Luraschi, chiropratico in Milano Citylife e autore del best seller Mondadori "Effetto Wow!"

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Scoliosi e Chiropratica: quale l’approccio?

Scoliosi e Chiropratica: quale l’approccio?. La colonna vertebrale è composta da 7 vertebre cervicali, 12 toraciche (o dorsali), 5 lombari, 5 sacrali che fuse assieme formano l’osso sacro, e 4/5 coccigee che fuse assieme formano il coccige. Queste vertebre si articolano tra di loro grazie ai dischi intervertebrali. Osservando la colonna lateralmente si notano le normali curve anatomiche, lordosi e cifosi, che ci permettono la mobilità che ci è necessaria per muoverci liberamente e per ammortizzare il peso della forza di gravità. Capita molto spesso che i pazienti si presentino in studio riferendo dolore e collegando questo loro sintomo alla lordosi o alla cifosi, sovente ignari del fatto che lordosi e cifosi sono curve naturali e che la nostra colonna vertebrale le presenta in condizioni di normalità. Sono infatti tre le curve fisiologiche tracciate dalla nostra colonna vertebrale: lordosi cervicale, lordosi lombare e la cifosi dorsale. Se invece osserviamo la colonna dal davanti o da dietro, dovremmo vederla tracciare una linea che corre dritta dalla testa al bacino. Purtroppo però non è sempre così.

Scoliosi e Chiropratica: quale l’approccio?

La scoliosi

La scoliosi è una deviazione, una curva laterale della colonna vertebrale non modificabile volontariamente. Non salta fuori da un giorno all’altro ma si sviluppa piano piano sin dall’infanzia, molto spesso in seguito a un trauma, a un’asimmetria degli arti inferiori o a una postura scorretta protratta nel tempo. Se non la si tiene sotto controllo può peggiorare sino a causare una ovvia curvatura nella schiena, che viene spesso notata dai genitori o dal paziente stesso. L’etimologia stessa del sostantivo scoliosi, che deriva dal greco skolios e che significa storto, contorto, riporta alla mente proprio il concetto della curva anomala che la colonna vertebrale, a motivo della scoliosi, finisce per disegnare. Esistono due tipi principali di scoliosi: quella funzionale e quella strutturale.

Scoliosi funzionale

È sovente causata da una dismetria degli arti inferiori, per esempio una gamba più corta dell’altra; da una torsione del bacino, per esempio stando sempre con le gambe accavallate o sedendosi sempre col portafogli nella tasca posteriore dei pantaloni; o da una postura antalgica dovuta a una disfunzione o infiammazione articolare, per esempio la distorsione alla caviglia o al ginocchio. Si differenzia da quella strutturale con un semplicissimo test: facendo piegare il paziente in avanti, come per toccarsi le punte dei piedi, la curvatura della schiena sparisce e la colonna si raddrizza. Questo tipo di scoliosi è più facile da migliorare perché oltre alle correzioni manuali del chiropratico, il paziente può aiutare se stesso stando più attento alla propria postura e alle proprie abitudini sbagliate di ogni giorno.

Scoliosi strutturale

Si differenzia dalla scoliosi funzionale perché facendo piegare il paziente in avanti a toccarsi le punte dei piedi, la curvatura rimane e si nota la classica “gobba” laterale causata dalla scapola e dalla gabbia toracica che spingono più da una parte che dall’altra. Questo tipo di scoliosi è causato spesso da una deformazione di una o più vertebre che invece che svilupparsi e crescere cilindricamente si sviluppano in modo cuneiforme. Altre cause meno note sono malattie neuromuscolari, paralisi o distrofie muscolari, poliomielite, ipotonia congenita, atrofia muscolare spinale e atassia di Freidrich. Non dimentichiamoci che la posizione delle ossa è determinata dalle tensioni muscolari; se un muscolo da una parte tira di più di quello dall’altra, l’osso si sposterà dalla parte del muscolo che tira di più. Questo fenomeno può accadere anche dopo un trauma importante alla colonna. Se la curva della schiena non è corretta, va a instaurarsi un “circolo vizioso” che porta la scoliosi a peggiorare negli anni.

Scoliosi chiropratica
jeffy1139 – stock.adobe.com

Le scoliosi sono definite e categorizzate sui referti delle radiografie, che ormai sono accessibili a chiunque, in base alla regione della colonna su cui influiscono (cervico-dorsale, dorsale, dorso-lombare, lombare) e in base alla direzione della curva (destro-convessa, sinistro-convessa). Approfondendo lo studio della scoliosi sulle radiografie possiamo ricavare valori numerici che ci servono poi per monitorare i miglioramenti/peggioramenti della curvatura. Il sistema di misurazione è quello di Cobb ed è espresso in gradi. Si tracciano due linee lungo la parte superiore e inferiore delle vertebre, dove inizia e finisce la curva, e si tracciano poi le loro perpendicolari. L’angolo che si forma tra le due perpendicolari è detto angolo di Cobb e ci indica la situazione in quel momento della scoliosi.

Generalmente le scoliosi cominciano prima della pubertà, quando lo scheletro non è completamente formato e le giunture e le ossa sono ancora “malleabili”. Prediligono il sesso femminile in rapporto di circa 7:1 rispetto a quello maschile.

Scoliosi: quali sono le conseguenze più importanti?

Innanzitutto un fattore estetico, che può causare notevoli problemi di natura psicologica. Poi il carico asimmetrico sulla colonna può produrre nel tempo danni alle articolazioni, ai muscoli, ai tendini e ai legamenti provocando dolori artrosici. L’asimmetria della gabbia toracica, causata dalla rotazione, può provocare una sindrome restrittiva della respirazione e causare complicazioni cardiopolmonari. Inoltre, con la deambulazione, i muscoli posturali -che normalmente lavorano in perfetta armonia per mantenerci in posizione eretta- quando siamo costretti a camminare pendendo più da un lato che dall’altro, sono costretti a lavorare in maniera anomala per “compensare” lo squilibrio, andando così ad aumentare il rischio di contratture muscolari e colpi della strega.

scoliosi chiropratica
Dan Race@adobestock.com

Scoliosi e Chiropratica: quale l’approccio?

I trattamenti chiropratici hanno un notevole successo nel correggere la causa della disfunzione responsabile della deviazione del rachide; detto in parole più semplici: riallineando la vertebra che si è distorta, e “rieducando” la muscolatura, si fa in modo che la scoliosi diminuisca progressivamente da sola. Nella maggiore parte dei casi l’aggiustamento vertebrale è la terapia più adatta. A volte, poi, è sufficiente inserire un piccolo rialzo di 3/5mm nella scarpa dal lato della gamba “corta”. Per stabilire se una delle due gambe è realmente più corta dell’altro, o se è il bacino a essere in rotazione, è necessario però ricorrere alla radiografia in ortostasi (in piedi) del bacino stesso. Raramente la differenza di lunghezza delle gambe va oltre il centimetro.

Scoliosi e Chiropratica: busto sì o busto no?

Purtroppo molto spesso uno dei trattamenti maggiormente indicati è il busto ortopedico, il quale nei casi gravi è comunque meglio della chirurgia. Tuttavia, nei casi più lievi, il busto supporta la colonna vertebrale ma non permette ai muscoli posturali di lavorare correttamente, quindi “raddrizza” la schiena ma nel momento in cui viene tolto via, la struttura crolla perché i muscoli non sono in grado di funzionare in modo autonomo.

Scoliosi e Chiropratica: mamme, fate gattonare i vostri bimbi

Un’altra causa comune di scoliosi è una mancata coordinazione muscolare che risale a quando eravamo bambini, prima ancora di compiere i primi passi. Lo stadio del trascinarsi a quattro zampe, del gattonare, chiamato cross crawl, è importantissimo per lo sviluppo della lateralizzazione cerebrale, ovvero per un corretto sviluppo della parte destra e sinistra del nostro corpo Purtroppo i genitori, al giorno d’oggi, cercano troppo spesso di far camminare i propri bambini in posizione eretta il prima possibile (anche con l’aiuto di vari girelli e altri giocattoli che li sorreggono per farli camminare pur non essendo pronti) privandoli della possibilità di sviluppare la muscolatura della colonna vertebrale in modo proporzionato. Questo porta ad avere i muscoli paravertebrali da una parte della schiena più deboli che dall’altra, dando modo alla colonna di curvarsi lateralmente e di sviluppare la scoliosi.
Un appello a tutte le mamme: lasciate che i vostri bimbi vadano a gattoni il più a lungo possibile, non abbiate fretta di tirarli in piedi altrimenti avranno problemi più gravi da adulti.

I più grandi successi chiropratici per la scoliosi si ottengono nella fase iniziale di sviluppo; è per questo motivo che è importante far valutare e tenere sotto controllo i vostri figli dal chiropratico negli anni della crescita senza dimenticarsi che il primo vero trauma della nostra vita è la nascita.

Joseph Luraschi, DC

Joseph Luraschi Chiropratico

Joseph Luraschi, dottore chiropratico, laureato in Inghilterra presso l’Anglo-European College of Chiropractic di Bournemouth, socio del centro Chiropratica CityLife Milano, membro dell’Associazione Italiana Chiropratici, chiropratico personale di molti personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo. Seguitissimo il suo profilo Instagram, con oltre 100.000 followers. 33.000 quelli che seguono il suo canale TikTok. È autore del best seller Effetto Wow!, Mondadori Editore.

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